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    L’influenza “Suina” ha fatto la sua comparsa nell’aprile 2009, inizialmente in Messico, poi negli Stati Uniti e successivamente in
    numerosi altri Paesi del mondo, tra cui anche l’Italia.
    È caratterizzata da un nuovo virus A/H1N1 che è stato subito affrettatamente etichettato a rischio di pandemia solo perché si trasmette molto velocemente da uomo a uomo, senza però considerare la gravità della sua capacità patogena, come si avrebbe dovuto fare.

    Per esempio, se altri microrganismi hanno avuto bisogno di almeno sei mesi per diffondersi in tutto il mondo, la nuova influenza si è
    propagata in molto meno (1-2 mesi).
    È apparso fin da subito come un virus nato da un mix tra due virus endemici della popolazione suina (uno americano e l’altro eurasiatico, forse nati in qualche grande allevamento intensivo di maiali), con un virus aviario e un virus umano (il maiale, infatti, ha la peculiarità di supportare la replicazione sia di virus umani che aviari).

    Secondo alcuni Autori, un tale ibrido non può essere nato spontaneamente in Natura, ma è molto più probabile che sia stato creato
    in laboratorio.

    Il 24 aprile 2009 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) emetteva il primo bollettino ufficiale sull’influenza A/H1N1. Venivano descritti i primi casi negli USA e in Messico e il virus veniva presentato come un virus assolutamente nuovo.
    Nel giro di poche settimane, sul sito dell’OMS piano piano sono iniziate a comparire dichiarazioni sulla morbosità e in particolare sulla pericolosità di questo virus, con le contemporanee precisazioni relative alla difficoltà di preparare per tempo un vaccino, e giorno dopo giorno sono comparsi messaggi preoccupanti che ovviamente seminavano paura nei Lettori. In contrasto con queste notizie, nell’altro emisfero, quello australe, che sviluppa le influenze invernali durante le nostre primavere/estati e che era già stato colpito dall’influenza A/H1N1, sembrava che l’epidemia interessasse poco e quindi che per loro non fosse certamente preoccupante.

    L’11 giugno 2009, comunque, l’OMS ha dichiarato questa influenza come “Pandemia di Livello 6”: il grado massimo di pericolo
    pubblico.
    L’ultimo aggiornamento dell’OMS (Pandemic H1N1 2009 – update 68), pubblicato il 2 ottobre 2009, indica 343.298 casi in tutto il
    mondo, con 4.108 morti (0,012%).34 In realtà, il vero problema di questi dati è che non si sa assolutamente quanti di questi 343.298
    casi siano causati veramente dal virus A/H1N1 e quanti invece siano causati da altri virus. Infatti, nello stesso documento dell’OMS
    si legge che in tutto il mondo sono stati eseguiti solo poco più di 10.000 test per verificare il virus responsabile del contagio. Non
    sappiamo quanti di questi test siano risultati positivi per l’A/H1N1 ma, dato che il test è ritenuto poco sensibile nel diagnosticare correttamente il virus imputato, si sa che è stato sospeso e attualmente non viene più utilizzato per la diagnosi laboratoristica.

    Inoltre, va aggiunto che il tasso di mortalità dello 0,012% è poco indicativo anche perché moltissime forme lievi passano sicuramente inosservate e, dato che il virus A/H1N1 è un virus ritenuto poco pericoloso ma molto contagioso, è molto verosimile che la mortalità sia enormemente inferiore.

     

    L’OMS non testerà più i casi sospetti di influenza da virus A/H1N1

     

    Anche il CDC di Atlanta ha dato il proprio assenso allo stop dei test sierologici decisi dall’OMS. Il Dr. Michael T. Osterholm, direttore
    del Centro per la ricerca e le politiche sulle malattie infettive dell’Università del Minnesota (USA), ammette che i test esistenti
    per confermare l’influenza A/H1N1 non sono certi. Perciò, l’OMS ha deciso di fermare i test che in ogni caso non forniscono alcun dato scientifico su chi ha l’A/H1N1 e chi no e ha altresì deciso di smettere di contare qualsiasi risultato di test in tutto il mondo, affermando che “possiamo supporre che quasi tutti i casi siano di influenza Suina A/H1N1”.

    In questo libro, L’Influenza Suina A/H1N1 e i pericoli della Vaccinazione Antinfluenzale, disponibile anche in versione e-book, imparerai che l’influenza A/H1N1 non si distingue clinicamente dall’influenza stagionale e che entrambe non si distinguono clinicamente dagli innumerevoli virus che causano la sindrome influenzale. Come fa allora l’autorevole OMS a “supporre che quasi tutti i casi siano di influenza Suina”?

    QUESTA SAREBBE LA SCIENZA IN BASE ALLA QUALE CI VERREBBE DETTO E QUASI IMPOSTO DI VACCINARE I NOSTRI FIGLI?
    Ci chiediamo inoltre: il vero motivo per cui non si vogliono più testare i casi di influenza A/H1N1 è solo quello dell’incertezza della possibilità di porre una diagnosi laboratoristica certa oppure si vuole invece essere liberi di poter fantasticare sull’estensione epidemiologica dell’epidemia?
    Ovviamente a questa domanda potrebbero rispondere solo gli esperti dell’OMS che conoscono molti più retroscena di noi.


    Approfondisci l’argomento attraverso il Libro o l’E-book L’Influenza Suina A/H1N1 e i pericoli della Vaccinazione Antinfluenzale, scritti dal Dottor Roberto Gava.

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    Una Risposta a “La Verità sull’influenza Suina A/h1n1, libro ed Ebook del Dottor Roberto Gava”
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    1. diggita.it scrive:

      ∞ La Verità sull’influenza Suina A/h1n1, libro ed Ebook del Dottor Roberto Gava…

      L’influenza “Suina” ha fatto la sua comparsa nell’aprile 2009, inizialmente in Messico, poi negli Stati Uniti e successivamente in
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